il Resto del Carlino
Arte
L'Oscar
del... colore
PESARO «Marcello Antonelli è un formidabile seduttore: seduttore della pittura, s'intende. Le sue doti tecniche sono, a dir poco, esaltanti. I suoi illusionismi trarrebbero in inganno il più scaltro osservatore». Così il critico Franco Solmi ha definito Marcello Antonelli (foto),artista nato a Pesaro ma milanese d'adozione, che a poco più di mezzo secolo d'età, dopo sei lustri di successi artistici ed opere che figurano in musei e gallerie di 5 continenti, è tornato sotto i riflettori del grande Barnum-Artistico-mediatico. Il mago del colore è stato infatti chiamato a ritirare «L'oscar dell'arte 2001 », premio quadriennale per l'arte contemporanea, assegnato nel corso di una cerimonia che si è tenuta alcuni giorni fa a Montecarlo. Dopo una lunga serie di peregrinazioni artistiche che nell'ultimo decennio lo hanno portato ai quattro angoli del pianeta da Parigi a Madrid, da Stoccolma a Tenerife Antonelli sta anche progettando un ritorno artistico in patria in grande stile. Sarà infatti tra i protagonisti, selezionati in 17 paesi, della prossima edizione della Biennale internazionale dell'arte contemporanea, il prossimo mese di dicembre a Firenze. «E' un periodo di grande fermento, ha detto Antonelli. L'arte contemporanea è ad un punto di svolta. Il tradizionale triangolo studio-galleria-museo sta mostrando segni di cedimento, mentre guadagnano spazio i nuovi mezzi di telecomunicazione». Aumenta però anche il rischio: come riconoscere l'arte da ciò che non lo è? «L'arte è qualcosa che non si comprende, la si sente e basta. Quella macchia di colore o quel segno da cui non riusciamo a distogliere gli occhi, è vera arte». Che ruolo ha il mercato? «Un ruolo importante: la figura del mecenate non esiste più, il gallerista può fare la fortuna o la disgrazia di un artista». Lei ha frequentato Fontana, Fiume, De Chirico: cosa ricorda di quel periodo? «Ho avuto la fortuna di conoscerli prima che diventassero dei mostri sacri. Fiume, ad esempio, per vent'anni ha insegnato ad Urbino. Fontana l' ho conosciuto a Milano dove era già osannato: lo convinsi ad esporre nella galleria che avevo aperto
in via Gramsci 64. Ricordo che la gente
Simona Spagnoli

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